LE 7 REGOLE PER DIVENTARE UN COMUNICATORE EFFICACE

 

I tuoi messaggi arrivano sempre nel modo in cui desideri’

Riesci a entusiasmare, ispirare, convincere i tuoi interlocutori?

In poche parole: ti senti un comunicatore efficace?

Quando si parla di comunicazione efficace nella maggior parte dei casi si fa riferimento all’essere più persuasivi, soprattutto nell’ambito delle vendite, o all’essere più sicuri, nell’ambito del public speaking, o, ancora, più strategici nel rapporto genitori-figli.

Ma che tipo di comunicazione ci serve davvero per essere più efficaci in ogni dimensione della nostra vita?

Io ritengo che non siano le tecniche comunicative in se stesse, o almeno non solo; credo che si debba, invece, ripensare al modo in cui si comunica: bisogna saper ispirare, coinvolgere, attrarre, conquistare le persone che si hanno di fronte.

In tanti anni di esperienza di seminari, aule di formazione, incontri di coaching e palchi di vario tipo, ho imparato che 7 sono le cose fondamentali:

 

ESSERE CONSAPEVOLI DI CIÒ CHE SI DICE

L’unico modo per essere credibili e chiari nell’esposizione dei nostri pensieri è proprio quello di essere pienamente consapevoli di ciò che si comunica.

Innanzitutto, dobbiamo essere consapevoli che le parole sono delle vere e proprie azioni: creano la realtà.

Cosa significa?

Significa che tutte le parole che noi pensiamo, diciamo o scriviamo generano qualcosa di tangibile: un effetto a livello di emozione o di comportamento.

Le Neuroscienze oggi ci dicono che persino il nostro DNA può essere influenzato e “riprogrammato” attraverso le parole che diciamo a noi stessi e agli altri.

Secondo la teoria degli atti linguistici esiste un’inestricabile correlazione tra il pensiero, la parola e l’effetto. Ecco perché un messaggio che si configura come una vera proiezione di ciò che pensiamo può avere un effetto concreto su chi ci ascolta.

Ci sono parole limitanti che bloccano e inibiscono e ci sono parole potenzianti che sono evocative e possono suscitare sentimenti di collaborazione, fiducia, entusiasmo, condivisione.

Le parole, dunque, hanno un enorme potere, ecco perché è importante riflettere sulle quelle che scegliamo di utilizzare.

 

CREDERE IN QUELLO CHE SI DICE

La credibilità del nostro messaggio non è affidata solo alle nostre parole, ma anche alla sincerità del messaggio stesso.

Cos’è un messaggio sincero?

È un messaggio coerente con il proprio sistema valoriale, con la propria esperienza e con ciò che si vuole trasmettere agli altri.

A volte si definisce incoerente la persona che cambia idea, ma quella non è incoerenza: la vera incoerenza è rimanere fermi sulle proprie convinzioni anche quando non hanno più ragione di esistere e, soprattutto, comportarsi in modo contrastante rispetto ai principi in cui diciamo di credere.

Quindi un messaggio sincero è un messaggio che rispecchia davvero i valori in cui credo e che metto in pratica ogni giorno attraverso il mio comportamento.

 

ESSERE ENTUSIASTI

Non si può pretendere di appassionare gli altri se non lo si è in prima persona!

Questo è un punto fondamentale nell’arte della comunicazione. La passione che trasmettiamo quando comunichiamo è in grado di smuovere e suscitare le emozioni delle persone. E l’entusiasmo è contagioso, per cui si crea una reazione a catena che infiamma a sua volta l’entusiasmo degli ascoltatori, sia di un uditorio durante un seminario, sia dei colleghi in ufficio, sia degli amici, dei figli, etc.

A volte non è facile ritrovare l’entusiasmo. Quando eravamo bambini eravamo molto più entusiasti della vita, poi sembra che crescendo questa emozione lasci gradualmente il posto al peso delle responsabilità, al ridursi drasticamente del tempo dedicato alle nostre passioni, a un dialogo interno più cupo e rassegnato.

È importante ritrovare quei contesti (o trovarne di nuovi) che riaccendano il nostro entusiasmo, perché anche l’entusiasmo è una questione di chimica!

Sì, avete capito bene: quando lavoriamo per raggiungere un obiettivo che per noi è importante, quando condividiamo la fatica con persone che ci fanno stare bene, quando all’interno delle nostre giornate c’è lo spazio per una sana risata, ecco che il nostro cervello rilascia dopamina, ossitocina ed endorfine ed è più facile mantenere alto il nostro entusiasmo.

 

STABILIRE UNA RELAZIONE PRIMA DI TRASMETTERE IL MESSAGGIO

Per convogliare un messaggio è importante creare una relazione, un vincolo con chi ci ascolta. Dobbiamo creare fiducia, perché la fiducia è il ponte che ci permette di trasferire il messaggio.

La relazione è il veicolo dell’apprendimento e predispone positivamente all’ascolto.

Un comunicatore efficace sa quanto sia importante trasmettere un’immagine vera di sé, pulita e senza maschere, essere autentico.

Questo atteggiamento crea sicurezza negli altri e li rende più percettivi, capaci di accogliere il messaggio, di interpretarlo e, in molti casi, anche di interiorizzarlo.

Prima di trasmettere un contenuto abbiamo bisogno di stabilire un patto di alleanza con il nostro pubblico.

Sicuramente ogni pubblico è eterogeneo per estrazione, cultura, educazione ma, soprattutto per valori, credenze e interessi quindi non possiamo prescindere dal costruire il nostro discorso attraverso argomentazioni che rispondano ai reali interessi del nostro target (che, verosimilmente, corrisponderà al nostro pubblico).

 

PORRE CON COSTANZA DELLE DOMANDE DURANTE IL TUO DISCORSO

Il tuo cervello funziona tramite le domande, e infatti la qualità della tua comunicazione dipende molto dalla qualità delle domande che poni durante una conversazione o uno Speech.

Le domande portano la persona a fare una riflessioni immediata, e in un certo modo guidano anche la comunicazione.

Domande come: vi è mai capitato di….? Vi siete mai trovati in situazioni in cui….? mi state seguendo? E’ capitato solo a me, oppure anche qualcuno di voi di trovarvi in una situazione simile?  Come potremmo migliorare questo aspetto nel nostro ambito, ogni giorno? Quali sono secondo voi le soluzioni, o i comportamenti che potremmo evitare, o adottare in questo caso? Insomma, questi sono solo alcuni esempi, naturalmente bisogna farci un po’ un’abitudine a fare domande, ma posso garantirvi che l’interazione con il tuo pubblico aumenta in modo esponenziale. E soprattutto non vedrai persone guardare il proprio cellulare mentre stai parlando, o guardarsi attorno perso nei suoi pensieri.

Quando tengo corsi, o One to One Coaching con CEO, Manager o professionisti, li aiuto a osservare e misurare l’effetto che la loro comunicazione produce sulle persone che ascoltano. 

 

RIMANERE FOCALIZZATI SUL PROPRIO INTERLOCUTORE

Non bisogna solo creare un vincolo con l’interlocutore, ma è anche importante rimanere focalizzati su tutto ciò che il nostro messaggio provoca in lui/lei: raccogliere tutte le domande, le obiezioni, le richieste di spiegazioni, etc.

Mostrarsi gentile e disponibile è imprescindibile per essere ascoltato, interpellato e diventare un vero e proprio punto di riferimento. Ciò che comunichiamo potrebbe far sì che gli altri si pongano delle domande, che si sentano assaliti da dubbi, che si sentano solleticati nel profondo, e per cui la capacità di essere attento alle necessità, alle esigenze degli ascoltatori è un tratto distintivo del vero comunicatore, disposto a chiarire, approfondire e suggerire.

Ho visto numerose volte in molti Speech che ho seguito, Speaker lasciarsi andare in battute sbagliate, atteggiamenti spocchiosi rovinando in pochi secondi quello che avevano costruito prima.

Ciò che comunichiamo potrebbe far sì che gli altri si pongano delle domande, che si sentano assaliti da dubbi, che si sentano solleticati nel profondo, e per cui la capacità di essere attento alle necessità, alle esigenze degli ascoltatori è un tratto distintivo del vero comunicatore, disposto a comprendere, chiarire, approfondire e suggerire.

 

SUSCITARE EMOZIONI

Questa caratteristica si ricollega in certo qual senso all’essere entusiasti. La nostra passione ed entusiasmo potrebbero, e lo faranno quasi certamente, suscitare emozioni che dobbiamo essere in grado di cogliere attraverso il linguaggio del corpo dei nostri interlocutori.

Affinare questa capacità si rivelerà di fondamentale importanza per rafforzare il nesso con chi ci ascolta, per percepire le emozioni che lo avvolgono e per far sì che il nostro messaggio sia ancora più efficace e duraturo.

 

UMORISMO

L’umorismo è una tecnica comunicativa molto potente ed è essenziale per abbassare le resistenze e ridurre la distanza con i nostri interlocutori. Infatti ridere aumenta il rilascio di endorfine e abbassa quello del cortisolo.

L’umorismo ci permette di essere percepiti come persone flessibili perché l’umorismo rompe gli schemi, gioca con i paradossi e quindi, in un certo senso, alleggerisce la realtà dandoci dimostrazione che possiamo vedere le cose da altri punti di vista.

Se il nostro senso dell’umorismo è misurato e non artefatto, è un’ottima strategia per regalare un senso di leggerezza e benessere in modo che il nostro interlocutore si senta a suo agio e capisca che chi ha davanti è qualcuno con il quale può interagire, interloquire e creare dunque una relazione.

L’umorismo abbatte i muri e ci dà la percezione di essere in relazione perché ridere insieme comporta una condivisione di qualcosa che accomuna tutti e trasforma quel momento in un momento magico.

Questo è uno strumento potentissimo per creare un flusso ininterrotto tra il comunicatore e l’interlocutore.

Provate anche voi a mettere in pratica queste semplici indicazioni e la vostra comunicazione migliorerà…efficacemente!

 

AH DIMENTICAVO…  ricordatevi, che la cosa che conta di più in assoluto,  è il contenuto che state comunicando.

Fatevi sempre la domanda: quello che sto per dire è davvero utile e di valore per le persone che mi stanno ascoltando, oppure farò perdere loro del tempo prezioso?