Anche tu ti trovi nella condizione di lavorare stando sempre un po’ all’erta, cercando di intercettare i segnali di un mercato sempre più veloce, volubile e a volte imprevedibile?

Anche tu cerchi affannosamente di stare al passo con nuovi prodotti, nuove strategie e modalità di comunicazione?

Sei in buona compagnia!

Ognuno di noi è stato costretto a rivedere non solo il suo approccio al lavoro, bensì l’idea stessa di lavoro.

Se sei un libero professionista o un imprenditore ti sarai reso conto di quanto sia importante, oltre a progettare e pianificare, imparare a reinventarsi ed essere flessibili cercando di adattarsi a quello che chiede il mercato.

Anche il lavoratore dipendente deve imparare a diventare imprenditore di se stesso, perché flessibilità non va intesa solo in termini di gestione degli orari, ma anche, e soprattutto, come disponibilità a incrementare le proprie competenze professionali e a investire sulla propria crescita personale acquisendo nuove conoscenze, anche che esulino dalla contingenza del suo lavoro.

È facile diventare flessibili? La risposta è no.

Si può imparare? Si.

La maggior parte di noi (gli uomini molto di più rispetto alle donne) costruisce la propria identità attraverso il lavoro.

Il proprio concetto di Sé si fonda in buona parte sulla professione svolta e il ruolo ricoperto.

Quindi capisci che scardinare questo concetto può essere destabilizzante.

Tuttavia, dobbiamo essere disposti a smussare qualche nostra rigidità perché,  è vero, il concetto di Sé ha bisogno di stabilità e coerenza, ma è anche pur vero che il mercato di oggi premia chi è disposto ad assumersi dei rischi, primo fra tutti quello di cambiare, non solo ruolo, città, orari, ma cambiare mindset e mettere in discussione il vecchio concetto di Sé costruendone uno nuovo.

Come fare?

Si può partire con il riconoscere quelle convinzioni limitanti che ti impediscono di modulare le tue abilità a seconda della realtà, lavorativa e non, in cui ti trovi ad operare.

Tutto dunque parte dall’atteggiamento mentale.

Se mantieni un atteggiamento mentale “fisso”, cioè se pensi a priori che la tua capacità di svolgere determinati compiti non possa cambiare, ti precludi anche la possibilità di provarci.

Se invece assumi un atteggiamento mentale “aperto” e credi che le tue competenze, e di conseguenza le tue performance, possano migliorare attraverso l’apprendimento, l’applicazione e l’esperienza, allora puoi dire di essere una persona flessibile.

E il range di opportunità per te sarà più vasto.